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Il vivaismo spiegato a 300 studenti delle scuole medie pistoiesi

Il vivaismo spiegato a 300 studenti delle scuole medie pistoiesi

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Concluso il 1° anno del progetto educativo “Conosciamoci meglio: il vivaismo pistoiese per il benessere dei cittadini, spiegato ai giovani” a cura di Avi e Fondazione Pofferi.

 

I circa trecento studenti delle quattro scuole medie di #Pistoia, #Montale e #Quarrata coinvolte nel progetto “Conosciamoci meglio: il vivaismo pistoiese per il benessere dei cittadini, spiegato ai giovani” adesso hanno davvero una conoscenza migliore di questo settore così importante per l’economia pistoiese e per la qualità dell’ambiente e il contrasto al cambiamento climatico.

 

A certificarlo le prime analisi dei questionari somministrati all’inizio e alla fine del percorso formativo, curato da Associazione Vivaisti Italiani (Avi) e Fondazione ONLUS Attilia Pofferi in collaborazione con il Distretto Rurale Vivaistico-Ornamentale della Provincia di Pistoia e la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, che lo ha cofinanziato. Ma il progetto non è finito e proseguirà almeno dal 2020 al 2021, con la possibilità di replica anche per gli anni scolastici successivi.

 

Come spiegano introducendo un primo bilancio del progetto la direttrice della Fondazione Pofferi Sandra Fabbri e il presidente di Avi Luca Magazzini, l’obiettivo «è stato fornire una corretta informazione alle giovani generazioni su come viene svolto il lavoro nei vivai, quali innovazioni oggi sono state introdotte nelle modalità di #coltura delle piante, quali controlli vengono effettuati per garantire la sicurezza sia nelle lavorazioni sia nell’uso di agrofarmaci e di strumenti per la lotta biologica ai parassiti. Infine, abbiamo voluto mostrare i vantaggi di vivere in ambienti ricchi di verde, con attenzione alla promozione del verde urbano».

 

In particolare si è pensato che «fosse importante spiegare il ciclo delle piante, dal seme alla pianta sviluppata, alla messa a dimora» e «per facilitare l’apprendimento, ci siamo avvalsi di brevi video, realizzati allo scopo, in cui si illustravano le varie fasi del ciclo delle piante, e di un libretto che rimanesse loro, per approfondimenti e chiarimenti, sulle modalità delle varie tematiche legate al mondo del vivaismo».

 

Era stata programmata anche la possibilità di effettuare visite guidate ai #vivai e ai giardini pistoiesi, «ma a causa del lockdown questa parte è stata posposta a tempi più sicuri. Come aggiunta di aggiornamento, abbiamo proposto il tema dei #giardini terapeutici, il verde come mezzo di guarigione e di benessere».

 

Venendo ai risultati, ricavati dal confronto fra i questionari anonimi, Sandra Fabbri e Luca Magazzini riferiscono innanzi tutto che «confrontando le risposte alla domanda: “Conosci la storia del vivaismo?” si è visto un aumento delle risposte corrette nei questionari di uscita maggiore del 60% nei maschi e del 70% nelle femmine». Mentre «riguardo alle domande inerenti l’invasatura delle piante e la coltivazione in pieno campo le risposte corrette, sempre nei questionari di uscita, sono state oltre il 30% sia nei maschi che nelle femmine per entrambi i quesiti».

 

Dove si è registrato un numero molto maggiore di risposte corrette, rispetto al questionario di entrata è stato sui #fitofarmaci e ciò è molto importante «perché l’uso degli #agrofarmaci costituisce un aspetto assai delicato riguardo all’atteggiamento della popolazione, quindi appare ancora più fondamentale che le spiegazioni fornite in merito abbiano potuto dare la possibilità agli allievi di essere più consapevoli dell’argomento». Alla domanda “Conosci gli agrofarmaci?” sia i maschi che le femmine hanno risposto in maniera corretta, sempre nei questionari di uscita, per oltre il 60% in più rispetto ai questionari di entrata. Stesso risultato positivo con la domanda “A cosa servono gli agrofarmaci?”.

 

Infine, Fabbri e Magazzini hanno sottolineato che «la grande maggioranza delle allieve e degli allievi è comunque conscia di quanto sia importante il #verde pubblico per la tutela della salute delle persone, e ciò è evidente già nelle risposte date nel questionario di entrata». Invece il numero dei lavoratori del settore vivaistico era sottovalutato nei questionari di entrata, mentre in quelli in uscita la percentuale di chi ha indicato il range corretto è salita del 27%, sia nei maschi che nelle femmine.