Home Attualità Paolo Pejrone protagonista del II dialogo de “La via selvatica”
pey3
pey2
pey1

Paolo Pejrone protagonista del II dialogo de “La via selvatica”

9
0

Il dialogo di Paolo Pejrone, l’architetto e paesaggista torinese che ha progettato alcuni dei giardini più belli del mondo, sarà disponibile dal 12 ottobre sul sito www.ceretto.com.

 

Paolo Pejrone, l’architetto e paesaggista torinese che ha progettato alcuni dei giardini più belli del mondo, è il protagonista del secondo dialogo de “La via selvatica”, disponibile dal 12 ottobre sul sito www.ceretto.com.

 

Il progetto, curato da Matteo Caccia e proposto dalla Famiglia Ceretto, si compone di 12 dialoghi che fanno emergere le esperienze profonde dei protagonisti. É un percorso lungo un anno che indaga la natura selvatica e autentica, le sue regole immutabili, la sua ostinata capacità di ripetersi, la sua ricerca di un’armonia smarrita, di un equilibrio virtuoso in cui l’uomo sia capace di interagire con rispetto nella consapevolezza che la vera protagonista è la natura. Luogo d’elezione di questo secondo dialogo l’orto del ristorante Piazza Duomo, che esprime la passione per il mondo vegetale dello chef tristellato Enrico Crippa, che nella Tenuta Monsordo Bernardina coltiva e attinge materia prima per i suoi piatti. Passione ma anche rispetto per la terra, secondo la filosofia che da anni accompagna la produzione dei vini della famiglia, come ricorda Roberta Ceretto “Produrre vini capaci di raccontare il nostro territorio ci ha portati ad aprirci sempre di più, per condividere le nostre esperienze utili a stimolare azioni virtuose per un’agricoltura sostenibile, necessaria per proteggere la terra e consegnarla sana alle generazioni future.”

 

“La natura addomesticata dalle mani sapienti di Paolo Peirone diventa un’opera d’arte. L’insegnamento di Pejrone, il giardiniere gentile, è quello di rispettare piante e fiori come fossero i nostri avi, mettendo la nostra intelligenza al servizio di quella della natura e viceversa.” Introduce così Matteo Caccia il protagonista della seconda conversazione che si intitola “La natura si riprende gli spazi”, trasmessa il 12 ottobre sul sito www.ceretto.com.

 

“L’orto è un grandissimo gesto di civiltà e cultura” afferma Paolo Pejrone “Coltivare orti, curare giardini è un gesto necessario perchè ci rende più liberi. Proporre la crescita è un atto di non sudditanza. Storicamente le popolazioni che hanno scelto di avere di più dalla natura a beneficio dell’uomo, in un rapporto di reciprocità, sono popoli pacifici. L’orto è infatti un territorio di pace e non di guerra”.

 

Paolo Pejrone, piemontese classe 1941, è architetto laureato presso il Politecnico di Torino e specializzato in giardini. La sua formazione è nata alla scuola del paesaggista inglese Russell Page e di quella del brasiliano Roberto Burle Marx, entrambi titolari di due notissimi movimenti architettonici-giardinieri. Da oltre cinquant’anni crea giardini privati e parchi pubblici in Europa, Asia e America, tra i suoi incarichi più importanti: il progetto del parco di Villar Perosa della famiglia Agnelli e la progettazione e la cura degli orti della basilica romana di Santa Croce in Gerusalemme. È Vicepresidente della sezione italiana dell’International Dendrology Society, fondatore dell’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio, Presidente fondatore dell’Accademia piemontese del giardino, ideatore della mostra FAI Tre giorni per il giardino presso il Castello di Masino. È inoltre autore di diversi saggi sul tema dei giardini e ha collaborato con Condé Nast e con numerose riviste specialistiche. Con “La via selvatica” un funambolo, un paesaggista, una lupologa, un allenatore sportivo, un musicista, ma anche una chef, un meteorologo, una scrittrice, uno storico, un navigatore, un semiologo e un esploratore, in un percorso lungo un anno, riveleranno l’essenza più autentica dell’uomo, necessaria per essere nuovamente capaci di ascoltare la natura e vivere in equilibrio con essa.

 

Scenario di questi dialoghi i luoghi intatti e autentici all’interno dei territori Ceretto – dalle vigne, al ristorante Piazza Duomo, alla Cappella del Barolo, alla Casa d’artista, passando per le cantine della Tenuta Monsordo Bernardina e Bricco Rocche – sintesi di cura e valorizzazione del territorio.

 

Il progetto è giunto al suo secondo appuntamento. Gli interventi sono trasmessi e resi fruibili online ogni 12 del mese su www.ceretto.com, e a partire dal 2021 il pubblico potrà finalmente assistere dal vivo agli incontri.

 

La conclusione del progetto avverrà con un’esperienza a 4 mani con gli chef Ana Roš ed Enrico Crippa, impegnati a far scoprire il lato più selvatico della loro cucina.

 

Clicca qui per conoscere gli appuntamenti successivi