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“Green will save the world”, il manifesto lanciato a Milano

“Green will save the world”, il manifesto lanciato a Milano

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Green will save the world” dice il manifesto lanciato a Milano il 4 ottobre scorso dai rappresentanti italiani di Assoimpredia (Associazione nazionale impresa di difesa e tutela ambientale) e i delegati da tutta Europa di Elca (European Landscape Contractors Association), ovvero professionisti, architetti paesaggisti, designer, manager di aziende verdi e imprenditori che chiedono alle istituzioni, ma anche ai cittadini, di cambiare profondamente comportamenti e direttive, ripensando alle città, alle periferie e più in generale a tutto il paesaggio che ha fatto dell’Italia il Belpaese ma che sempre più spesso non viene rispettato ed anzi viene devastato perfino da chi dovrebbe tutelarlo.

Serve consapevolezza, ha ribadito Emmanuel Mony, presidente internazionale di Elca, “una consapevolezza che manca perfino dinnanzi a catastrofi che sono causate dall’uomo e ad azioni, come il surriscaldamento globale, che hanno portato perfino a tempeste nel Mediterraneo”.

In occasione di questo evento di Milano, Assoimpredia ha lanciato lo sportello telematico ‘lenteverde’ dedicato sia ai cittadini che alle imprese per raccogliere segnalazioni da tutta Italia riguardanti il degrado ambientale ma anche le anomalie sulle procedure pubbliche, per poi diventarne portavoce presso le istituzioni preposte. Questo per essere da una parte lente di ingrandimento sulle problematiche legate al verde pubblico ma anche l’ente che si pone come interlocutore.

Ma a sostegno della causa “Green will save the world” alla convention del 4-7 ottobre scorsi, esperti, architetti paesaggisti e docenti universitari, hanno dato il proprio contributo fornendo idee ed ipotesi progettuali in parte già sperimentate, casi studio che potrebbero diventare esempi da cui attingere per creare un futuro più sostenibile.

E così anche il controllo della vita degli alberi può avvenire attraverso “smart technologies” utili ad effettuare il monitoraggio del verde urbano, favorendo la creazione di quel microclima salutare anche per la vita umana. Lo si fa con il “tree talker” un dispositivo che è una sorta di scatola nera che si installa direttamente sul tronco degli alberi, illustrato dai docenti dell’Università della Tuscia, Andrea Vannini e Riccardo Valentini, quest’ultimo premio Nobel.

Il prof. Carmine Guarino, dell’Università del Sannio, ha parlato invece della bonifica dei terreni con i microorganismi, riuscendo così a ridurre l’utilizzo di fertilizzanti chimici sostituiti da efficaci interventi naturali. Ma nella sua missione di salvare il mondo, il verde diventa anche strumento di salute come spiegato dal primario di oncologia di Massa Carrara, Andrea Mambrini e dall’agronomo Maurizio Lapponi che hanno analizzato l’effetto del verde sui malati di cancro che hanno utilizzato le “terrazze terapeutiche”, vere e proprie terrazze piene di piante che aumentano, già visivamente, la percezione di vitalità che può contribuire positivamente nel percorso di cura. E anche dal punto di vista della somministrazione dei farmaci si sono registrate delle forti riduzioni con il conseguente risparmio economico per il sistema sanitario nazionale.

A fianco di queste iniziative ci vuole una diversa strategia, come ricordato da Silvia Brini dell’Ispra secondo cui anche i Comuni devono iniziare a ragionare in termini di infrastrutture green e di servizi ecosistemici nelle aree urbane, immaginando criteri e linee guida per la promozione di foreste urbane e periurbane coerenti con le caratteristiche ambientali, storico-culturali e paesaggistiche dei luoghi.

In Italia vi sono già iniziative importanti che riguardano parchi, giardini e anche parti significative di città. Il caso ad esempio di Milano con CityLife, Parco Sempione, Idroscalo o di Torino con i recuperati giardini della Reggia di Venaria, tutti luoghi che sono oggetto delle professional excursion dei delegati Elca e oggetto delle relazioni degli architetti Maurizio Reggi, Alessia Bellone e Giuseppe Blengini.

A suggellare l’evento di Milano, la consegna della prima edizione del premioGreen will save the world” voluto da Assoimpredia, andato alla giornalista e inviata Rai, Francesca Ghidini.

Claudia Perolari Claudia Perolari è dal 2006 redattrice di Lineaverde, il periodico mensile da 44 anni leader nel settore del vivaismo e del verde pubblico.