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Cura Italia, le sospensioni specifiche dei versamenti per il settore

Cura Italia, le sospensioni specifiche dei versamenti per il settore

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Sollecitato da Coldiretti, è stato approvato l’emendamento al decreto Cura Italia, appena convertito in legge dalla Camera dei Deputati.

 

Con la conversione in legge del decreto ‘cura Italia’ è operativa la sospensione fino al 15 luglio dei versamenti delle ritenute sui redditi da lavoro dipendente e assimilati, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, che le imprese avrebbero dovuto effettuare dal 2 marzo al 30 aprile.

 

È infatti stato approvato, sollecitato da Coldiretti, l’emendamento al decreto Cura Italia, appena convertito in legge dalla Camera dei Deputati. La nuova legge prevede altresì la sospensione del versamento dell’IVA dovuta dal 1° aprile al 30 giugno. I versamenti sospesi saranno effettuati, senza applicazione di interessi e sanzioni, in un’unica soluzione entro il 31 luglio o mediante rateizzazione fino ad un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di luglio. È prevista, infine, la sospensione del termine di versamento dell’IVA del mese di marzo 2020. Tale versamento dovrà essere effettuato entro il termine e con le modalità riportate in precedenza.

 

“Abbiamo evidenziato in tutte le sedi istituzionali la particolare situazione del florovivaismo –ha spiegato Fabrizio Tesi, presidente di Coldiretti Pistoia (in foto) -. L’emergenza coronavirus ha impattato sul settore nel momento cruciale dell’anno, quando si realizza il 60/70% delle vendite annue. Abbiamo perso rispetto al 2019 fino al 70% di fatturato, margini e dovuto distruggere parte della produzione floricola. Nonostante tutto, come tutto il settore agricolo, ci siamo rimboccati le maniche per prepararci alla ripartenza, curando i nostri vivai e cercando di minimizzare l’impatto della crisi sull’occupazione. Il rinvio di alcuni adempimenti è importante, perché si concede alle aziende della liquidità che ci permetti di far fronte alle spese inderogabili, a cominciare dagli salari e stipendi, ma è piccola cosa rispetto alla ‘voragine’ creata dall’emergenza coronavirus nel settore”.