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Impatto del Covid-19 sul florovivaismo

Impatto del Covid-19 sul florovivaismo

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Union Fleurs, ENA, Areflh e Copa-Cogeca hanno svolto una ricerca che fornisce una prima misurazione dell’impatto economico effettivo di Covid-19 sul settore dei fiori e delle piante vive nell’UE.

 

Di Renato Ferretti

 

Il florovivaismo ha subito danni ingenti a causa del lockdown conseguente alla pandemia da covid-19, sia i fiori recisi, le piante vive e gli stessi bulbi hanno perso un periodo importante di mercato che per i prodotti stagionali è interamente perso.

 

Copa e Cogeca, i comitati degli agricoltori e delle cooperative agricole dell’Unione europea, insieme ai maggiori soggetti rappresentanti della filiera florovivaistica europea, fra cui Ena (European nurserystock association), Areflh (Assemblée des Régions Européennes Fruitières, Légumières et Horticoles) e Union Fleurs (associazione internazionale di commercianti di piante e fiori), hanno presentato il 16 giugno alla Commissione europea un rapporto sui dati raccolti dalle organizzazioni ad esse associate nelle varie parti del territorio europeo, e il bilancio è un buco nero di 4,1 miliardi di euro di perdite nell’Ue in sei settimane di marzo e aprile.

 

I risultati dell’indagine mostrano chiaramente quanto sia cruciale la necessità di un’azione di sostegno da parte dell’Ue per mantenere il potenziale di mercato e salvaguardare gli investimenti settoriali e l’occupazione nelle aree rurali. Azione che i rappresentanti agricoli e florovivaistici hanno puntualmente chiesto alla Commissione Europea. Durante l’incontro la Commissione europea ha si riconosciuto che il comparto è stato uno dei più colpiti dalla crisi pandemica. Però ha incoraggiato i produttori di piante e fiori, come già detto, a chiedere un sostegno a livello nazionale attraverso l’imminente fondo “Next Generation Ue”, che vale 750 miliardi di euro, perché «il bilancio agricolo comunitario non può essere mobilitato per fornire sostegno diretto a questo come a nessun altro settore agricolo».

 

Più nello specifico, come rilevano anche Coldiretti e Cia, le perdite subite dalle imprese della filiera florovivaistica durante le settimane di emergenza da Covid-19 si sono così articolate: 3 miliardi circa per i produttori di piante in vaso e da esterno e 1 miliardo per il settore del fiore reciso. Nel dettaglio, si è trattato di 1,065 miliardi di euro di danni per fiori e fronde recise, 1,131 miliardi di euro di danni per piante da esterni, 1,852 miliardi di euro per le piante in vaso e 72 milioni di euro per i bulbi.

 

«Le attuali tendenze del mercato – come rileva il Copa-Cogeca – indicano segni di parziale recupero per alcuni settori, come quello delle piante da giardino, ma il quadro generale mostra un forte calo dell’attività economica con forti discrepanze nel mercato unico. Sebbene le deroghe alle regole di concorrenza concesse dalla Commissione Ue siano riconosciute come un segnale politico positivo, non sono sufficienti a fornire un aiuto finanziario tangibile, a causa delle specificità del settore florovivaistico».

 

I rappresentanti agricoli e del florovivaismo hanno inoltre chiesto alla Commissione di riprendere un dialogo strutturato e regolare con il settore attraverso l’organizzazione delle riunioni annuali del Civil Dialogue Group (CDG) on Horticulture, di reinvestire sulla raccolta/scambio annuale di dati e statistiche su produzione, consumo e commercio a livello di Unione europea e di dedicare linee di bilancio specificamente progettate per la promozione di fiori e piante vive nell’ambito dei programmi Ue di promozione dei prodotti agricoli. Il dialogo con gli operatori di questo settore, con competenze tecniche, in tutta Europa, è fondamentale per sviluppare le politiche giuste, capaci di aiutarne il recupero e lo sviluppo.

 

E’ già previsto un appuntamento entro fine anno, in cui la Commissione e i rappresentanti delle associazioni di categoria discuteranno gli aggiornamenti sui dati del report e gli step futuri per affrontare la crisi e rilanciare il settore del florovivaismo europeo.