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Covid-19: le richieste per il florovivaismo

Covid-19: le richieste per il florovivaismo

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Le Associazioni del Florovivaismo si stanno muovendo chiedendo che la Commissione europea riveda e rafforzi il pacchetto di misure straordinarie a sostegno dei comparti in crisi per l’emergenza Coronavirus.

 

Di Renato Ferretti

Il florovivaismo, come altri settori, sta vivendo una crisi senza precedenti. Per i prodotti stagionali la perdita è ormai totale per gli altri si parla di riduzioni che in prospettiva annuale possono arrivare anche oltre il 50%. E’ quindi necessario creare le condizioni per una ripresa del settore sia sul piano produttivo ma soprattutto dei consumi ed è per questo che in molti hanno salutato positivamente le novità introdotte dal nuovo DPCM del 26 Aprile 2020 che include le nuove misure per il contenimento dell’emergenza Covid-19 nella cosiddetta “fase due”.

 

Tutto ciò non è sufficiente per questo le Associazioni del Florovivaismo si stanno muovendo e, per fortuna all’unisono, chiedendo che la Commissione europea riveda e rafforzi il pacchetto di misure straordinarie a sostegno dei comparti in crisi per l’emergenza Coronavirus. Per il florovivaismo, tra i più colpiti, sono inadeguate e non rispondono alle richieste avanzate dal settore. Interviene così l’Associazione Florovivaisti Italiani nelle ore più decisive per le scelte di Bruxelles e a sostegno della lettera degli europarlamentari alla Commissione, perché intervenga seriamente in aiuto del florovivaismo europeo.

 

Come sottolinea Florovivaisti Italiani, infatti, la proposta della Commissione non prevede ristoro dei danni già subiti e predispone misure di gestione del mercato, totalmente inappropriate per il settore floricolo che non ha forme di aggregazione quali le OP (organizzazioni di produttori) e le AOP (associazioni di organizzazioni di produttori) tramite cui sarebbero applicabili.

 

Inoltre, aggiunge l’Associazione, non sono chiare, per esempio, le modalità di attuazione dei provvedimenti relativi ai ritiri del prodotto o alla promozione congiunta. La Commissione, a riguardo, non esplicita dove sono le risorse.

 

Per Florovivaisti Italiani che insieme al gruppo di crisi nazionale del comparto, composto anche dai mercati floricoli e dai distretti, aveva già fatto appello alla ministra Bellanova, perché sollecitasse un intervento mirato dell’Europa, la proposta della Commissione non è, dunque, accettabile.

 

“Alla luce delle richieste avanzate, le misure proposte a Bruxelles, sono totalmente fuori tiro – ha commentato Aldo Alberto, presidente nazionale dell’Associazione Florovivaisti Italiani– e non hanno rispettato le istanze di tutto il settore che chiede da tempo interventi significativi a sostegno di chi in questi mesi ha perso il lavoro e gli investimenti di un anno. Inoltre lo ricorda anche la lettera degli europarlamentari: il mercato floricolo Ue non solo è in sofferenza, ma è anche fatto di strette interdipendenze per quanto riguarda la manodopera nei campi e l’attività di grossisti e negozi specializzati (fioristi e garden center) che in tutta Europa distribuiscono e vendono prodotti ornamentali, garantendo la sopravvivenza dell’intera filiera. Il consumo di pianti e fiori in Europa, è per l’85% nel mercato interno dell’unione. Dunque – precisa Aldo Alberto – serve un sostegno finanziario importante da parte dell’Ue che vada al di là dei singoli interventi da parte degli Stati membri”.

 

“Infine – conclude il presidente di Florovivaisti Italiani, Aldo Alberto – la Commissione europea è in grado di fare presto. Potrebbe attivare gli strumenti già disponibili come le misure di crisi del regolamento OCM (art. 221). E’ ciò che il gruppo di crisi nazionale del settore, ha già chiesto alla Ministra Bellanova”.

 

In concreto le richieste avanzate dai produttori sono:

 

1. Il sostegno da parte del Ministero in ambito europeo e del Consiglio Agricoltura e Pesca per l’attivazione di misure straordinarie per la gestione della crisi, come quelle già previste nel Regolamento 1308/2013 (art.221 o 219) o anche altre misure straordinarie e non ancora adottate dalla normativa vigente nel quadro delle PAC, che possano garantire liquidità alle aziende e compensi per il mancato reddito. Le misure straordinarie dovranno garantire: • la compensazione delle perdite, e quindi garantire la liquidità per le imprese e la continuazione dell’attività agricola; • la compensazione dei maggiori costi dovuti allo smaltimento dei prodotti pari ad almeno l’80% del costo sostenuto; • consentire il mantenimento del mercato unico;

 

2. A livello nazionale l’istituzione di un fondo nazionale dedicato al florovivaismo per interventi diretti di sostegno alle imprese. Il fondo dovrà garantire interventi in conto capitale e forme agevolate di credito dedicate;

 

3. Vista la flessibilità concessa dall’Unione Europea per l’utilizzo delle risorse non ancora impegnate nell’ambito dello Sviluppo Rurale, è auspicabile che questi fondi possano essere utilizzati anche a sostegno del settore florovivaistico;

 

4. Non appena le condizioni lo consentiranno è necessario agire sulla promozione per agevolare la ripresa dei consumi e delle esportazioni. Dopo mesi di assenza di piante e fiori nelle rivendite sarà estremamente difficile per il settore trovare le forme per far riavviare il mercato;

 

5. Infine, e come azione di medio breve periodo, riteniamo indispensabile un ufficio per il florovivaismo all’interno del Ministero.
Certamente la situazione complessiva sul piano economico-finanziario non è facile ma il settore florovivaistico merita di essere sostenuto se vogliamo che sia in grado di rispondere alle domande crescenti di verde per la qualità delle aree urbane e della vita dei cittadini.