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Ci ha lasciati Roberto Chiti, vivaista pistoiese

Ci ha lasciati Roberto Chiti, vivaista pistoiese

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Di Renato Ferretti

Il 25 agosto ci ha lasciati dopo una lunga malattia, il vivaista, dirigente del settore vivaistico ed agricolo ma in particolare un mio caro amico Roberto Chiti. Roberto, avrebbe compiuto 43 anni fra pochi giorni, ha lottato fino all’ultimo e combattuto con grande forza la sua battaglia contro la malattia. Lascia una moglie e due figlie piccole.

E’ stato sempre un ragazzo della Cia, ricoprendo per due mandati il ruolo di vicepresidente di Cia Pistoia, e rappresentante del Gie vivaismo nazionale. E’ stato un grande ed apprezzato professionista. «Perdo, e perdiamo un grande amico, prima che un collega in Cia – ricorda Sandro Orlandini, presidente Cia Toscana Centro –, una persona da cui ho imparato molto sia dal punto di vista umano che professionale vista la sua grande competenza nel comparto che rappresentava, il vivaismo. Con Roberto ho condiviso molti momenti belli, di lavoro, di amicizia che porterò sempre dentro di me.

Fino all’ultimo lo abbiamo visto impegnato nelle attività della confederazione, partecipando in video conferenza, come tutti noi. Dando come sempre il suo prezioso contributo e condividendo la sua grande esperienza. Aveva anche partecipato al convegno sul vivaismo di metà febbraio a Pistoia.». In quell’occasione Roberto sintetizzò in modo magistrale la situazione del settore pre-Covid: “Ci attendono grandi sfide. Il settore florovivaistico nazionale è sempre più strategico e imprescindibile per il benessere e la salute dei cittadini. Tutti insieme dobbiamo unirci e rendere questo pianeta il più vivibile possibile”. E’ questo il messaggio che Roberto ha lasciato al settore e che mi auguro e sono certo in molti raccoglieranno e continueranno il suo lavoro. 

Personalmente ricordo Roberto per la pacatezza ma anche la fermezza che aveva nel sostenere le sue opinioni, mai superficiale sempre preparato ed attento a quello che succedeva nel Distretto di Pistoia, nel settore in generale ma soprattutto fuori dal settore e che lo avrebbe potuto condizionare in positivo ed in negativo. Quest’ultimo aspetto lo distingueva nella capacità di guardare lontano addirittura oltre se stesso anche negli ultimi periodi.

Con lui abbiamo condiviso molti momenti e ne voglio ricordare uno in particolare il convegno che organizzò insieme ad altri sul futuro del florovivaismo ad EXPO 2015 a Milano. In quell’occasione mi “costrinse” a fare una riflessione e presentare una relazione sulle nuove frontiere del florovivaismo che sono diventate il punto di partenza di una serie di elaborazioni presentate in più occasioni su questa rivista. Per questo ma soprattutto per l’amicizia: grazie Roberto.

Lineaverde si stringe intorno alla famiglia a cui va il nostro sincero cordoglio.