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Bonus verde, tutti contro l’abolizione

Bonus verde, tutti contro l’abolizione

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Associazioni e operatori del settore garden e florovivaistico mobilitati contro l’abolizione del ‘Bonus verde’, anche se al momento non c’è nulla di definitivo, né si conoscono i dati sull’utilizzo della misura.

 

E’ un’alzata di scudi generalizzata quella che accoglie la decisione del Governo (non ancora definitiva) di escludere il bonus verde dagli incentivi rinnovati per il prossimo anno. Ricordiamo che la misura ha previsto per il 2019 una detrazione fiscale dall’Irpef del 36% delle spese sostenute per gli interventi di sistemazione a verde delle aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze e recinzioni, nonché la realizzazione di impianti di irrigazione, coperture a verde e pozzi fino ad un massimo di 5.000 euro (per unità abitativa, nel caso di condomini).

 

Ad oggi la situazione è ancora incerta: sebbene non ci sia traccia della misura nelle bozze dei decreti presentati, il Governo non si è ancora pronunciato in modo esplicito sulla materia. Inoltre, il ministero delle Finanze non ha finora fornito alcun dato sul reale utilizzo dell’incentivo nel corso del 2019, ma l’impressione di molti operatori del settore è che il bonus, così com’è, sia appetibile per i condomini, molto meno per gli utenti privati, e che quindi vada rivisto per avere una reale efficacia. Ciò detto, meglio poco che niente e per un Governo che si presenta come promotore di una svolta green, è una contraddizione abolire una misura come il bonus verde. E le associazioni di settore non hanno mancato di far sentire la loro voce. Ecco alcuni degli appelli che abbiamo registrato.

 

L’Associazione Italiana Centri Giardinaggio, che rappresenta i Garden Center Italiani, la ritiene “una scelta anacronistica, profondamente sbagliata e controproducente, in controtendenza con le linee guida europee per lo sviluppo di una vera Green Economy, nella quale tutto il settore florovivaistico deve avere un ruolo guida” per voce del presidente Stefano Donetti.

 

“Il Governo, nella manovra di bilancio ‘dimentica’ il settore florovivaistico, che vale il 5,5% del Pil agricolo e dà lavoro a circa 100.000 addetti in 25.000 imprese”, per Renzo Marconi, Presidente di Asproflor, l’associazione di produttori florovivaisti ideatrice e promotrice del primo marchio nazionale di qualità dell’ambiente di vita Comune Fiorito. “Azzerando il bonus verde – continua Marconi – l’unico intervento a favore dei privati cittadini per aumentare la qualità dell’ambiente di vita delle città e paesi italiani, viene meno un importante incentivo all’aumento della superficie verde”.

 

“I dottori agronomi e i dottori forestali hanno svolto in questi primi due anni un positivo lavoro con l’agevolazione del bonus verde” spiega Renato Ferretti, Consigliere Nazionale del CONAF (Consiglio Ordine Nazionale Dottori Agronomi e Forestali, nonché direttore editoriale di Lineaverde) “e conseguentemente ritengo che sia una misura indispensabile per garantire una corretta realizzazione e manutenzione del verde privato nelle aree urbane”.

 

“Il bonus verde è stato considerato da tutti noi del settore una speranza per il futuro”, commenta Cesare Cipolla, Presidente di AIPV (Associazione Italiana Professionisti del Verde). “Questa notizia è stata un duro colpo per le aspettative di un settore produttivo che potrebbe essere forza trainante per il paese. Sicuramente andava ampliato e reso strutturale, applicando un’IVA agevolata, riducendo il tempo di rateizzazione e ampliato anche alla manutenzione del verde, per cui la sua cancellazione ci resta incomprensibile. Riteniamo sia il momento di fare il punto della situazione, unire le forze di tutte le associazioni della filiera, e rilanciare la necessità di un bonus verde meglio strutturato, magari già in seno del tavolo verde come già ventilato dal ministro, con una visione più ampia e per un futuro più verde”.

 

“Esprimo una sincera delusione nell’apprendere che il bonus fiscale per il verde non verrà rinnovato” commenta Francesco Mati, Responsabile nazionale settore florovivaistico di Confagricoltura, “perché in questi ultimi periodi abbiamo spesso sentito buoni propositi di politici desiderosi di impiantare 60 milioni di alberi, ambientalisti e sensibili all’ambiente tranne che nei fatti perché, anziché assumere finalmente vera efficacia, in quanto con il 36% di detrazione ha funzionato quasi esclusivamente per i condomini dove era cumulabile, e non per i giardini privati, dove purtroppo non ha attecchito vista l’esiguità della detrazione, apprendiamo che il bonus verde non verrà rinnovato. E’ l’ennesimo smacco dato a un settore che produce occupazione, PIL, tasse, di conseguenza mi sarei decisamente aspettato qualcosa di meglio”.