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glifosate, alternative sostenibili per le aziende

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Coldiretti chiede che siano messe in campo le forze economiche e le risorse possibili da destinare alla ricerca di alternative sostenibili al glifosate.

Coldiretti è da sempre in prima linea nella lotta contro l’uso distorto del glifosate e non può che condividere le ultime scelte fatte dalla Regione ma, allo stesso tempo, non può non riportare i timori che queste scelte comportano. In particolare per le diverse centinaia di piccole e medie aziende che sono fortemente preoccupate per il loro futuro, visto che ad oggi alternative precise non ce ne sono. Il sicuro aumento dei costi di produzione rende alto il rischio che la produzione pistoiese non sia più appetibile, in un periodo (che dura da un decennio) in cui la situazione è sempre molto critica con margini aziendali ridotti al lumicino.

 

Coldiretti perciò chiede fortemente che siano messe in campo le forze economiche e le risorse possibili da destinare alla ricerca di alternative sostenibili, affinché questo settore così fondamentale della nostra economia possa continuare ad essere leader a livello mondiale.

 

“In effetti abbiamo riscontrato una forte preoccupazione in tutte le aziende del verde, in particolare le piccole aziende vivaistiche che sono elemento cruciale e distintivo della filiera del florovivaismo pistoiese – spiega Fabrizio Tesi, presidente di Coldiretti Pistoia, in merito all’iniziativa di Regione Toscana, che ha previsto l’abbandono del glifosate a partire dal 2021 anche nel settore vivaistico-. Per questo ci preme evidenziare i dati di realtà per trovare la giusta ‘ricetta’, affinché tutte le aziende del territorio possano mantenere la competitività delle nostre piante”.

 

Al momento – spiega Coldiretti Pistoia – le possibili soluzioni alternative ipotizzate nel tempo, e testate da Coldiretti anche in ambiti diversi, sono poco convincenti: o perché inefficaci agronomicamente, o per costi eccessivi, o per eccessiva complessità gestionale, soprattutto per le realtà aziendali medio-piccole. Tante sono state finora le sperimentazioni tese al perfezionamento dell’utilizzo di nuove molecole per minimizzare ulteriormente l’impatto ambientale del vivaismo, che ha comunque ottimizzato diverse fasi del ciclo produttivo, a cominciare dal recupero delle acque irrigue. Inoltre sono già centinaia le aziende che ottengono certificazioni ambientali, che sono uno strumento per qualificare ulteriormente la produzione.

 

Negli ultimi anni la sperimentazione si è concentrata sul controllo delle erbe infestanti, sia nella coltivazione in vaso che in pieno campo, con mezzi alternativi all’utilizzo di erbicidi, fra cui il glifosate. In vasetteria sono state utilizzate diverse soluzioni di pacciamatura con mezzi di matrice organica. Partendo dal disco di cocco, l’evoluzione ha portato all’utilizzo di pacciame derivato da Myscantus, cippato, scaglie e segatura di legno e lolla di riso. In particolare, studi sono stati effettuati dal CREA di Pescia (che vediamo nella galleria fotografica) che ha effettuato sperimentazioni nelle anche in tante aziende della rete Coldiretti. Per quanto riguarda il controllo di erbacee in vasetteria, diverse sono state le soluzioni testate e tutt’ora in via di perfezionamento. Dal pirodiserbo localizzato, all’utilizzo di sostanze organiche come Acido acetico, Acido pelargonico ed estratti di tannini. Questi prodotti hanno un costo elevato e una funzionalità non paragonabile al glifosate.

 

Per questo sono indispensabili ancora tante risorse per la ricerca – continua Coldiretti Pistoia -, ma occorre che non sia ricerca fine a se stessa o esclusivamente a beneficio del singolo soggetto che la cura. C’è bisogno di risultati veri ed in tempi brevi, ne va della sopravvivenza del settore, che senza la tenuta dei vivai medio-piccoli perderebbe buona parte delle sua competitività. I protocolli vanno bene, a condizione che non siano frutto di uno slancio momentaneo, devono avere una reale praticabilità per rafforzare l’economia distintiva delle imprese virtuose di un territorio e non l’affossamento di un settore.

 

“L’iniziativa della Regione ha dato un input importante per favorire un’agricoltura più green, in coerenza con l’approccio di Coldiretti anche a livello nazionale – spiega Simone Ciampoli, direttore di Coldiretti Pistoia-. Ma non possiamo non farci portavoce dei tanti soci, soprattutto piccoli e medi, che a fronte di tappe così perentorie hanno rappresentato alla principale associazione agricola la loro preoccupazione”.